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L'impronta ecologica

La superficie e le aree marine biologicamente produttive a disposizione dell'uomo su scala mondiale è pari a 1,8 ettari pro capite.

Questi 1,8 ettari sono quindi il valore di riferimento per mettere a confronto le impronte ecologiche delle differenti popolazioni e calcolarne la loro più o meno sostenibilità.

Se l'impronta ecologica supera l'area biologicamente produttiva a disposizione ci si trova di fronte ad un deficit ecologico. Secondo uno studio del WWF et al. nel 2001 l'Impronta Ecologica mondiale è di 2,2 ettari di superficie a persona.

Questo dato, insostenibile perché superiore alla capacità ecologica disponibile pro capite, ci deve far riflettere ancor più se si considera che rappresenta solo un valore medio tra tutte le impronte ecologiche dei diversi Stati e che nasconde, quindi, una più o meno accentuata iniquità tra questi.

I paesi più ricchi, infatti, hanno un consumo di risorse ed una produzione di rifiuti più elevata di quella dei paesi poveri per cui questi ultimi vedono parte delle loro terre "sfruttate" e "consumate" delle popolazioni ricche. Di torta ce n'è una sola e se qualcuno prende la fetta più grande, gli altri devono accontentarsi dei ciò che avanza.