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Pillole di primavera 4: Piante sull’orlo di una crisi di… sopravvivenza

In questi giorni in cui l’inverno ha sferzato l’ultimo colpo di coda, all’Orto Botanico le fioriture non si sono fermate. Il calo improvviso delle temperature non sarà certo un ostacolo per il piccolo trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata), che in pochi giorni è emerso dalla vasca con le sue foglie trifogliate (solo per questo viene chiamato trifoglio) e ha aperto i sui candidi fiori ciliati. È uno dei nostri più bei rappresentanti di quella flora circumboreale, arrivata da nord durante le glaciazioni e poi gradualmente scomparsa da gran parte della Penisola in seguito al progressivo riscaldamento del clima. In Calabria sopravvive la popolazione più meridionale e isolata di questa specie o almeno lo speriamo, perché se non è sicuramente il freddo primaverile a metterla in crisi, lo sarà sicuramente il Global Change. Ma ancor di più in questo caso è la scomparsa del suo habitat a mettere a rischio di estinzione questa preziosa popolazione calabrese. Infatti la specie è nota in Calabria solo per la Piana della Lacina, nel cuore delle Serre Vibonesi, caratterizzata fino ad una ventina di anni fa da ampi acquitrini e sfagnete alimentati dalle acque del fiume Alaco. La realizzazione dello sbarramento e del bacino artificiale della Lacina, ha irrimediabilmente sommerso il 90% di un complesso di habitat particolarmente ricchi di specie di interesse biogeografico e conservazionistico. E, nonostante alcuni interventi di mitigazione realizzati proprio per tutelare specie e habitat, non siamo oggi sicuri che la popolazione di Menyanthes sia ancora vitale. In questo caso la conservazione ex situ presso l’Orto Botanico di esemplari provenienti dalla stessa popolazione assume un’importanza fondamentale nel caso si dovesse procedere con interventi di reintroduzione.

Ma anche la più comune erba medica marina (Medicago marina), nonostante la pioggia, ha dischiuso i suoi fiori gialli. È una delle prime fioriture nella duna artificiale dell’orto botanico, che mostra come sulle nostre spiagge è tempo ormai di fioriture. Anche questo complesso di habitat è tra quelli più minacciati insieme a tutte le specie ad esso strettamente legate.

Intanto anche nell’arboreto i fiori rosa fucsia dell’Albero di Giuda (Cercis siliquastrum) sono pronti a schiudersi, mentre la carpinella (Ostrya carpinifolia) è ricoperta da una cascata di amenti maschili . Sono due delle tante specie arboree delle nostre foreste, polmone verde del pianeta, in continua ed inesorabile riduzione, da cui dipende anche la nostra stessa sopravvivenza.

Insomma queste specie ci ricordano che la sesta estinzione di massa in atto sulla Terra è da attribuire prevalentemente, se non del tutto, all’attività umana. Sicuramente il Pianeta tornerà a prosperare come è già successo nelle ere passate, ma ora che più che mai ci sentiamo abitanti fragili della biosfera, una riflessione più attenta sulla sostenibilità del nostro stile di vita siamo spinti a farla.