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Pillole di primavera e di ottimismo

Con il bel tempo, avremmo voluto rilanciare in questi giorni gli appuntamenti dei Mercoledì nell’Orto ai quali tanti si sono ormai affezionati. Anche per questo dovremo aspettare tempi migliori.

Ma primavera non bussa…e non aspetta! E allora non vogliamo perderci lo spettacolo stupendo che già da alcune settimane si sussegue nell’Orto Botanico, e tra tanti bollettini infausti e deprimenti, proviamo a fare quello dei risvegli di primavera.

Già da febbraio la roccaglia calcarea dell’orto si è accesa di giallo per la fioritura del nostro gioiello più prezioso: la primula di Palinuro (Primula palinuri). Un bellissimo esempio di endemismo ad areale ristretto, in quanto le sue popolazioni sono diffuse nel breve tratto di costa compreso tra Capo Scalea e Capo Palinuro in Campania. Una specie con una storia affascinante e ancora poco chiara; di origine alpina (le specie più affini sono tutte primule di alta montagna), infatti, in tempi remoti è giunta fino alle coste del basso Tirreno, adattandosi ad un ambiente estremo come le falesie costiere dove la salsedine rappresenta un fattore limitante per la maggior parte delle piante. La nostra primula ha scelto di crescere proprio sulle rupi verticali che si affacciano sul mare, meglio se esposte a nord. La popolazione più ricca è localizzata sull’isola di Dino, ma tante altre piccole popolazioni punteggiano le scogliere di Praia a Mare, San Nicola Arcella, per proseguire lungo la costa lucana, fino alle numerose calette del Cilento (il Parco nazionale del Cilento ne ha fatto il proprio logo). È specie protetta a livello regionale, ma anche a livello europeo perché è tutelata dalla Direttiva Habitat. Per la sua tutela infatti l’Isola di Dino ed alcune località del Cilento sono diventate Zone Speciali di Conservazione.

Ma la nostra primula non è sola e le fanno già compagnia il rosmarino, il camaedrio femmina (Teucrium fruticans), la timelea barbosa (Thymelaea hirsuta) e tante specie spontanee dei prati, fra queste la Bellavedova (Hermodactylus tuberosus), una piccola iridacea dall’elegante infiorescenza nera e gialla. Una specie comune sì, ma osservabile solo in questo periodo perché le sue fioriture cederanno presto il posto ad altre specie.

Nei prossimi giorni vi daremo notizia di altri benefici risvegli! Con l'augurio di ritrovarci tutti a vedere dal vivo la fioritura della Menianthes, delle peonie, delle iris....